Un viaggio tra petali e pedali: esplorare l’Olanda in bicicletta con Blondiebike
Cosa succede quando la passione per il cicloturismo incontra uno dei Paesi più bike-friendly al mondo? In questa intervista esclusiva, Aurora Fontanari, aka Blondiebike – ciclista appassionata e narratrice di esperienze a pedali – ci racconta il suo ultimo viaggio in Olanda. Un itinerario di 500 km che si snoda tra distese di tulipani, città vibranti come Amsterdam e borghi ordinati da cartolina, vissuto interamente in bicicletta.
Attraverso il suo racconto autentico e ricco di dettagli, Aurora ci accompagna lungo un percorso fatto di bellezza naturale, efficienza infrastrutturale e qualche imprevisto, condividendo riflessioni pratiche e sensazioni intime. Dalla scelta del set-up tecnico alla gestione del clima instabile, fino all’emozione di pedalare tra i mulini a vento e i colori intensi dei fiori primaverili, l’esperienza si trasforma in un diario di viaggio coinvolgente e ispiratore.
E per chi vuole seguirla o lasciarsi ispirare dai suoi racconti cicloturistici, Blondiebike è online sul suo blog personale blondiebike.wordpress.com, dove condivide itinerari, pensieri e progetti futuri. Uno di questi? Scoprilo nelle sue parole, tra sogni, mete da spuntare e nuove avventure in arrivo.
Il tuo viaggio in Olanda è stato un mix di bellezza e imprevisti: cosa ti ha colpito di più, nel bene e nel male, durante questi 500 km tra i tulipani?
Durante il mio viaggio, ciò che mi ha colpito più di tutto è stata l’organizzazione impeccabile delle piste ciclabili. Non c’era un solo punto o una sola strada senza una ciclabile ben segnalata e sicura. Gli attraversamenti pedonali erano fatti alla perfezione, con semafori dedicati, pulsanti per prenotare l’attraversamento e un’armonia tra auto e bici che si rispettavano a vicenda senza problemi. È stato davvero bello vedere tanta gente che, anche sotto la pioggia, si sposta in bici, dimostrando quanto siano bravi, attenti e rispettosi verso le regole e l’ambiente.
Un dettaglio che ho trovato geniale sono stati i cestini dell’immondizia, enormi e inclinati, posizionati lungo le ciclabili: un’idea semplice ma molto pratica, che permette di buttare la spazzatura al volo dalla bici senza problemi. Tuttavia, devo ammettere che l’unico aspetto che mi ha un po’ delusa è stato il fatto che motorini e macchine di bassa cilindrata possano circolare sulle ciclabili. Personalmente, credo che questa scelta possa essere rischiosa e fastidiosa, e sarebbe meglio riservare le piste ciclabili esclusivamente alle biciclette e ai pedoni.
A livello paesaggistico, invece, sono rimasta senza parole di fronte alle distese di fiori che si trovavano ovunque. Tulipani e giacinti (sì, sono proprio loro!) di tutti i colori, con profumi intensi e avvolgenti, creavano uno spettacolo naturale che difficilmente si può dimenticare. È qualcosa di davvero pazzesco, soprattutto perché in Italia non siamo abituati a vedere così tante fioriture di questa bellezza e questa varietà.
I paesini che ho visitato erano altrettanto affascinanti: caratteristici, puliti e ben organizzati, in pieno stile nordico. Ogni angolo sembrava uscito da una cartolina, con le case colorate, le strade ordinate e un’atmosfera di tranquillità e accoglienza che ti fa sentire subito a casa.
In conclusione, questo viaggio mi ha lasciato un ricordo indelebile: tra ciclabili perfette, fiori profumati e paesini da sogno, ho potuto vivere un’esperienza autentica e ricca di emozioni. Consiglio a chiunque di visitare questi uoghi, per scoprire un modo di vivere che unisce rispetto per l’ambiente, bellezza naturale e tradizioni affascinanti.
Parliamo di set-up: che tipo di bici hai usato e come ti sei preparata per affrontare il clima ballerino dell’Olanda?
Per questa trasferta in Olanda ho deciso di portare con me la mia amata gravel FMoser in versione muscolare. La scelta non è stata casuale: sapevo che sull’aereo non è possibile trasportare le batterie al litio, e considerando che in Olanda il territorio è praticamente tutto pianeggiante, un motore e una batteria non sarebbero stati così utili come si potrebbe pensare.
Durante il periodo del viaggio, mi aspettavo condizioni climatiche piuttosto avverse: pioggia frequente e temperature basse, tipiche di questa stagione in Olanda. Per questo motivo, ho preparato tutto vestiario pesante, anti pioggia e parecchi ricambi. Ho portato anche calzari copri scarpa, perché se si bagnano le scarpe, il giorno dopo diventa un vero disastro: piedi freddi, scarpe umide e un fastidio continuo.
Fortunatamente, il meteo è stato molto più clemente di quanto mi aspettassi. Ho avuto diverse giornate di sole, e anche se il cielo non si è mai aperto completamente, non è mai piovuto. La cosa più sorprendente è stata la temperatura: anche con il sole, faceva sempre abbastanza freddo, e ho continuato a usare i completi da bici lunghi, che sono stati davvero utili per mantenere il calore e il comfort durante le pedalate.
Quali borse da bikepacking hai portato con te?
Come spiegato in precedenza, l’Olanda in questo periodo è molto fredda e umida, non è il massimo dormire in tenda e inoltre non ci sarebbero moltissimi posti dove piantarla perchè è molto urbanizzata. Proprio per questo ho viaggiato più leggera e di conseguenza ho potuto prendere meno borse del solito. Uso sempre le borse Givi linea Adventure che anche in presenza di forte vento offrono un assetto più aerodinamico. Ho utilizzato la borsa da manubrio, la top tube, la borsa da telaio piccolo e la la borsa grande per la sella. Ho evitato di portare le borse da forcella.
Hai attraversato infinite distese sommersa nella natura e città come Amsterdam: che impressioni ti ha lasciato questo mix? C’è un momento o un luogo che ti è rimasto nel cuore?
Entrare ad Amsterdam in bicicletta è stato un momento davvero speciale, un’esperienza che rimarrà nel cuore. La città, famosa proprio per le sue biciclette che sfrecciano sui canali, si rivela ancora più affascinante quando la si attraversa in sella. Pedalare tra le vie di Amsterdam, circondati da un’atmosfera così autentica e vivace, è stato molto emozionante e d’impatto. A differenza di altre grandi metropoli, qui non ho mai trovato tratti troppo caotici o noiosi all’ingresso. Il traffico era davvero limitato, e l’atmosfera era molto più tranquilla e rilassata, quasi da paese di campagna, anche nelle zone più centrali. Questo ha reso l’esperienza di pedalare tra le vie urbane ancora più piacevole e senza stress. Ma ciò che mi ha colpito di più è stato il mix di paesaggi che ho attraversato durante il mio viaggio. Ho passato lunghe spiagge del nord con dune di sabbia che sembravano uscite da un quadro, campi di tulipani dai colori vivaci e profumi intensi, e le campagne con i caratteristici mulini a vento che sembrano quasi dipinti. Ogni tappa mi ha regalato scorci diversi e affascinanti, rendendo il viaggio ancora più ricco e vario.
Hai già la mente sulla prossima avventura… ci dai qualche spoiler sui tuoi prossimi progetti a pedali?
Ho in mente mille viaggi in bikepacking e altrettante mete da scoprire. Ho stilato una lista, e il mio sogno è spuntare una voce alla volta, seguendo il ritmo delle stagioni e quello del cuore. In questo momento, mi piacerebbe partire a luglio per l’Umbria, sulle tracce della fioritura, che è anche il filo conduttore dei miei ultimi due viaggi. Ma, come spesso accade, tutto può cambiare fino all’ultimo momento: mi piace lasciarmi ispirare e decidere in base a ciò che sento davvero. Per l’autunno, invece, sto sognando un’avventura fuori dall’Europa — un grande viaggio, di quelli che si ricordano per sempre. Ma niente spoiler… sarà una sorpresa




























































